Trova

Termoflussimetria

Permette di misurare in opera il grado di isolamento termico delle strutture di un edificio, senza doverle danneggiare (controllo non distruttivo).

EVID_termoflussimetro

ll parametro quantitativo che identifica numericamente l’isolamento termico offerto dalle strutture prende il nome di TRASMITTANZA TERMICA.

Esso si misura in W/mqK {Watt / metroquadrato x grado Kelvin}.

Come evidente dalla unità di misura, la trasmittanza termica rappresenta il Flusso Termico (misurato in WATT) che attraversa un metro quadrato di superficie quando tra l’interno e l’esterno c’è una differenza di temperatura di grado Kelvin (o Celsius).

Conoscendo il valore della trasmittanza termica è possibile calcolare in modo preciso le dispersioni di calore in uscita dagli edifici, ovvero l’energia termica dispersa nel tempo.

Si tratta in pratica dell’energia che l’impianto di riscaldamento deve “rifornire” all’edificio per mantenere la temperatura adeguata negli ambienti.

Tutto questo consumando combustibile (ovvero gas metano, gasolio o quant’altro alimenta il generatore termico).

Molto spesso il valore della trasmittanza termica viene calcolato conoscendo i materiali e gli spessori che compongono le strutture (pareti, solai, coperture, etc.).

In tal caso però è possibile che vengano trascurati alcuni effetti che possono portare a valori reali di Trasmittanza Termica in opera diversa da quella voluta e calcolata, a causa di effetti di errata posa in opera, utilizzo di materiali con caratteristiche diverse da quelle impiegate nei calcoli, presenza di umidità (assorbita o di costruzione), etc.

E’ evidente che le misure strumentali eseguite in opera e quindi nelle effettive condizioni di umidità, posa, invecchiamento, deterioramento dei materiali etc. portano a valori di maggiore precisione (se correttamente eseguite) rispetto a ipotesi o calcoli teorici.

Inoltre le misurazioni risultano non distruttive e non lasciano traccia sulle superfici.

Quando necessità conoscere il comportamento termico in opera o la trasmittanza termica di una struttura esistente senza danneggiarla risulta utile determinare il valore numerico della Trasmittanza Termica mediante rilievi strumentali.

Il rilievo viene eseguito mediante una strumentazione denominata “TERMOFLUSSIMETRO”, costituito da sonde in grado di misurare il flusso termico [Piastra termoflussimetrica] e la temperatura delle superfici delle strutture all’interno ed all’esterno [Termocoppie].

Da questi dati, rilevati per un tempo sufficiente, come previsto da specifche normative tecniche, è possibile determinare strumentalmente il valore numerico della trasmittanza termica [W/mqK], nonchè visualizzare nel tempo le variazioni di temperature delle strutture anche in funzione delle temperature esterne.

La strumentazione utilizzata permette inoltre di accoppiare sonde di vario tipo, ad esempio in grado di rilevare la temperatura dell’aria, l’umidità relativa ed assoluta dell’aria e valutare strumentalmente la possibilità che sulle pareti interne possa crearsi condensa o muffa.

Le misurazioni possono essere eseguite per diversi scopi:

Certificazione strumentale della trasmittanza termica, ad esempio per asseverazioni legate a detrazioni fiscali del 55%;

Valutazione in opera della trasmittanza termica per successivi interventi di miglioramento energetico;

Analisi nel tempo, sia in periodo invernale e sia in periodo estivo, dell’andamento delel temperature e del flusso termico;

Ricerca e collaudo dei comportamenti termici su nuove tecnologie di isolamento termico e analisi sperimentali dei dati

Verifica delle condizioni in opera di formazione di condensa superficiale o di muffe

Verifica della presenza di ponti termici

Per ottenere misurazioni coerenti con le richieste normative necessita rilevare i parametri termo-fisici per periodi medio-lunghi (da 3 a 7 giorni) e successivamente eseguirne una media (detta “media progressiva”).

L’esigenza nasce fondamentalmente da tre problematiche:

1) La temperatura interna ed esterna non rimangono perfettamente costanti nel tempo. Conseguentemente il flusso termico che ne deriva, funzione diretta del gradiente termico, varia nel tempo.

2) La materia ha la capacità di accumulare calore (capacità termica) e di ricederlo nel tempo. Ciò comporta che il flusso termico in ingresso spesso non coincida con quello in uscita dalla struttura (con differenze sia negative che positive). Lo strumento termoflussimetro rileva il flusso che attraversa la struttura, ma non quello accumulato (rubato). E’ quindi necessario misurare una grande quantità di flusso termico passante e che questa dia un valore molto più elevato del calore accumulato dalla struttura. Ciò può essere svolto appunto con misure su lungo periodo.

3) Le strutture opache (e la materia in generale) presentano, sempre per quanto detto prima e per altri principi fisici, il cosiddetto sfasamento. In pratica gli effetti termici che si producono su un lato della parete non generano un immediato riscontro sulla parete contrapposta, che invece si sviluppa dopo un certo tempo chiamato appunto sfasamento dell’onda termica.

Al termine delle misure i grafici mostrano istante per istante i valori rilevati.

Tali valori non sono però direttamente impiegabili per determinare il valore “finale” della trasmittanza termica della struttura indagata.

Con i valori istantanei è possibile determinare la trasmittanza istantanea (in azzurro nel grafico di figura seguente), dalla quale, mediante media progressiva nel tempo, si ricava il valore della trasmitanza media degli istanti precedenti.

Al termine della misura è facile osservare una tendenza all’asintoto orizzontale della trasmittanza media progressiva (linea blu di figura precedente) , ed in tal caso la misurazione può ritenersi eseguita correttamente (ad eccezione di errori grossolani o sistematici che l’operatore termoflussimetrico deve ben conoscere ed evitare).